Hanno posato gli occhi sulla mia notte eterna,
*loading* meravigliose creature.


Ed ho socchiuso gli occhi. . .

I sentimenti più dolci sono rivolti a te. Non sono stanca di ricevere brividi e di sentire le mie guance rosse e calde.

 Se mi sei accanto non ho bisogno d’altro.

Da un anno so che non vi è null’altro di importante nella vita: l’amore.

Posso dire di aver vissuto un anno pieno. In questo istante sto osservando un raggio di sole fuori e mi si apre il cuore perché so che Tu esisti. Mi basta sapere questo. Perché anche quando non ci sei io mi nutro di percezioni; mi basta chiudere gli occhi e non vi è attimo senza che io possa percepire il tuo odore.

E non è un ricordo.

Tu sei lì.

Sento di credere in qualcosa. “E se non è oggi sarà domani, l’importante è esser pronti.”

Io sarò pronta.

Ti aspetterò là dove finisce la linea dell’orizzonte. Sarò in lacrime: tremerò tutta in un fascio di nervi.

…ed una carezza rimane nel mio cuore.

 

Una nuova favola del buio, raccontata da PearlTear
sabato, 03 gennaio 2009 alle ore 14:04
momenti, vicinanze, melodie, sussurri commenti (7)


 

Organigramma

 

Affondo la mente nella melodia di questa musica,

ed avverto un brivido

 quando il tuo odore

avvince la mia mente.

 

Stringo le tue corde,

saggio la tua fede.

 

Contemplo i tuoi lineamenti,

inseguo,i lenti e posati

 movimenti.

 

L’intima materia appartiene

penetrante,

al vivo cassetto sensibile.

 

Posavi le tue parole

sulla mia distesa vacillante

con salda naturalezza,

 

maestro dell’arte

più recondita ai miei occhi,

tessevi, preciso

l’organigramma della mia affezione.

 

Ora bevo

dall’ampolla della mia finitudine

e mi par di scorgere la linea del suo inizio.

Una nuova favola del buio, raccontata da PearlTear
sabato, 04 ottobre 2008 alle ore 14:03
momenti, solitudine, sussurri, mancanze commenti (11)


 

Evoluzioni

Continuo a non riconoscermi. Tutto è cominciato qualche mese fa. Non riesco, non sono in grado di capirmi. Forse non c’è nulla da capire in realtà. Sto attraversando momenti indescrivibili che nella loro “semplice” complessità mi confondono, mi sconvolgono e non lasciano spazio ad altro. Non trovo più senso in nulla forse...Non c’è voglia di suicidio, questo no, MAI, mai più...Bensì, una totale assenza di risposte a delle domande prepotentemente presenti nella mia testa, da tempo ormai. C’è tutto: un disagio interiore (dovuto anche all’esteriorità, la mia) CONTINUO, un eterno conflitto generazionale, una crisi mistica...

Continua  e(in)voluzione.

Sono sempre più disorientata, esitante, insicura.

Vorrei smettere, ora, di dover spendere del tempo in compiti che mi vengono imposti (i quali sicuramente sono didascalici ed essenziali) e dedicarmi alle molteplici esalazioni della mia anima, del mio cervello.

Vorrei andare dallo psicanalista; non ci andrei solo perché va di moda al giorno d’oggi- no, questo la lascio fare alle aristocratiche con il barboncino peloso o ai neo-berlusconiani- ma semplicemente per il fatto che ho bisogno di parlare, di vuotare tutto, vomitare parole.

Parlare. Parole. Sparlare. Sperlari; buoni i cioccolatini. Sì. Anche quelli che incontrò Giovannino Perdigiorno viaggiando spedito verso il pianeta cioccolato. Penso che domani ascolterò Sur le Fil. E lo farò ancora. Ancora un’altra volta. Voglio inebriarmi di musica. Ne voglio le vene piene. Lo voglio con tutta me stessa. Mentre fuori continuano le sfilate oscene di glabri manichini e macchine prive di affezioni.

Ogni tanto poso lo sguardo sui miei ricordi...

Varie volte è capitato sorprendermi sorridere. Ed è stato emozionante scoprirti motivo di tali piccole, ahimè EFFIMERE gioie. Ma avverto il fardello della realtà, la notte, quando tra un movimento brusco del mio sonno ed un altro, apro gli occhi nel buio e trovo le mie mani stringere il cuscino.

E non è nulla.

Non saremo più nulla dopo la morte.

Anelo nel buio. Ma non m’importa. Quello che conta, quello che ha davvero valore, è non perdermi d’animo proprio ora. Nonostante io mi trovi sul fondo, sto scoprendomi più forte che mai. Sconvolta e terrorizzata. Ma anche questo non importa. C’è una forza in me. Lo sento.

Desidero la musica del carillon...in fondo sono una bambina. Non sono una donna; non ho chiesto di esserlo. Sento la mia carne e la reputo inutile. Non so da dove nasce questo rifiuto verso me medesima.

Sono instabile /dyhs736§ç#89 sono un ciclo irreversibile. Non ho forma; non ho colore. Non ho cuore, non ho rancore. Ahimè ho amore...che termine squallidamente convenzionale. Non sai, animale fedele, quanto io mi disprezzi in questo preciso istante. Che è già passato. Finito. Estinto. Tutto è precario. Anche io. Chissà se ci renderemo conto di essere dei miseri resti...

Una nuova favola del buio, raccontata da PearlTear
sabato, 31 maggio 2008 alle ore 17:29
momenti, confusione, angoscia, dubbi commenti (25)


 

L'anima e il corpo

Tanto tempo fa,  l'uomo ascoltava con stupore un suono di colpi regolari che veniva dal suo petto e non si immaginava certo cosa fosse.
Non riusciva ad identificarsi con una cosa tanto estranea e sconosciuta come un corpo. Il corpo era una gabbia e al suo interno c'era qualcosa che guardava, ascoltava, aveva paura, rifletteva e si stupiva; questo qualcosa, questo resto lasciato dalla sottrazione del corpo, era l'anima. Oggi, ovviamente, il corpo non è più sconosciuto: sappiamo che ciò che batte nel petto è il cuore, e che il naso è l’estremità di un tubo che sporge  dal corpo per portare ossigeno ai polmoni. Il viso non è che un quadro di comando dove vanno a sfociare tutti i meccanismi del corpo: la digestione, la vista, l’udito, la respirazione, il pensiero. Da quando l’uomo sa nominare ogni sua parte, il corpo lo preoccupa meno. Ormai sappiamo anche che l’anima non è che un’attività della materia grigia del cervello. La dualità di corpo e anima si è sviluppata in una terminologia scientifica e ne possiamo ridere allegramente come di un pregiudizio fuori moda.    Ma basta innamorarsi follemente e sentire il brontolio del proprio intestino, perché l’unità di corpo e anima, questa lirica illusione dell’età della scienza, svanisca di colpo.

Una nuova favola del buio, raccontata da PearlTear
giovedì, 08 maggio 2008 alle ore 20:47
estratti commenti (19)


 

A mio nonno:

Miscellanea di saggezza e bontà.

Il passo cadenzato,

scandisce

ogni pulsazione

ed ogni letizia

é ormai spuma dissolta.

 

Penetra in me

l'odore d'unzione.

 

Vincitore della mente,

il dolore

avvilisce ogni forza;

elusivi ricordi

riaffiorano.

 

Staticamente

mobile il silenzio.

 

Non reggo la vista

del tuo mite sorriso;

fisso il rosario

stretto nelle tue mani.

 

Arso il cuore,

privo di splendidi soli,

piomba

e si disintegra al suolo.

 

Non é l'amaro sentire,

ma la coscienza

di non poter stringere

l'ambrosia della tua pelle.

 

 

 

Una nuova favola del buio, raccontata da PearlTear
domenica, 20 aprile 2008 alle ore 09:34
sussurri commenti (18)


 

Caleidoscopio

Decisi di non badargli e lasciai la stanza a piccoli passi: <<Fate come desiderate.>>, scandii bene. Non lo degnai di uno sguardo. Avrei continuato indisturbata nell’esplorazione. Una vocina mi ripeteva che dovevo procedere, non c’era tempo da perdere. Sarei andata nella biblioteca; fino ad ora non mi ero soffermata nel labirinto delle parole. La porta cigolò e le mie dita vibrarono appena; me la richiusi alle spalle. Un odore acre m’investì in pieno. Alzai la candela, che avevo portato con me, e scorsi una scrivania, posta esattamente sotto uno dei due alti finestroni. Tutto il resto della stanza, semicircolare, possedeva le pareti tappezzate di scaffali, straboccanti volumi antichi, piccoli o massicci; manoscritti di pregiata manifattura rilegati perfettamente, nondimeno usurati dal tempo e dai tarli. Sapevo che avrei passato molto tempo chiusa lì dentro. Impaziente cominciai a curiosare. Percorrendo gli scaffali uno ad uno, scorsi una miriade di titoli sconosciuti. Volevo, però, un libro interessante. La mia attenzione si posò sulla massiccia scrivania in noce. Vi erano adagiati, chissà da quanto tempo, una logora cartella in cuoio, con due iniziali, illeggibili, sul fianco destro; accanto ad essa, un vecchio calamaio, con dell’inchiostro raggrumato sul fondo, e la sua penna, davano un’aria solenne all’intera stanza. Qualche macchia di inchiostro aveva raggiunto la copertina di un manoscritto. Alcune pergamene erano sparse qua e là accanto ad altre candele. Scorsi un oggetto di media grandezza, che riluceva nel buio: un caleidoscopio. Lo presi in mano e per un attimo mi divertii a perdermi nelle infinite, colorate, figure simmetriche. Alle spalle della scrivania troneggiava una poltrona in tessuto color bordeaux con i braccioli anch’essi in noce. Riposi il caleidoscopio al suo posto. Ero sul punto di voltarmi per continuare la ricerca, quando notai un leggìo, alto meno di me, che sorreggeva un libro. Era aperto quasi verso la metà. Qualcosa mi diceva che dovevo leggere quel libro…quelle parole…

Presi a stropicciarmi le dita, inspiegabilmente nervosa. Mi misi a sedere sulla poltrona, posizionai il leggìo verso di me. Sfogliai le grandi pagine ruvide, poi lo chiusi e lessi:

 

 

<<Anime Equilibriste>>.

 

 

Feci un respiro profondo…gli occhi mi luccicavano appena. Accesi altre due candele poste sulla scrivania. Le fiamme disegnarono strane figure tremolanti sulle pagine ingiallite del manoscritto.

Serrai la mente ed incominciai a leggere…

caleidoscopio

Una nuova favola del buio, raccontata da PearlTear
martedì, 08 aprile 2008 alle ore 14:00
racconti commenti (18)


 

premio D eci e lode

 

premio10elode

"Premio Dieci e lode"

Ringrazio Lady Seraphinia e Shamain per avermi donato questo premio,

con le seguenti motivazioni:

Lady Seraphinia: Perché è stata la prima persona ad aprirmi la porta in questo piccolo mondo, e mi ha accolta con un sorriso, e questo non lo dimenticherò mai, il suo sorriso mi scalda il cuore, sempre.

  Shamain: Per l'incredibile bellezza del tuo blog e la delicatezza dei tuoi scritti, spiragli dal quale traspare  la tua essenza pura, dolce, malinconica...

    Ora riporterò qui di seguito i nomi di chi, a mio parere, lo meritano questo premio, in pieno!!! E sono:

                                                                            

Lady Velenia

Yante

Shamain

PoetaNotturno

DarkSideOfLight

Vi ringrazio per i brividi che mi date, ogni volta.

PearlTear

Una nuova favola del buio, raccontata da PearlTear
sabato, 05 aprile 2008 alle ore 11:33
† † commenti (7)


 

Pagan Poetry

Pedalling through
The dark currents
I find
An accurate copy
A blueprint
Of the pleasure
In me

Swirling black lilies totally ripe
A secret code carved
Swirling black lilies totally ripe
A secret code carved

He offers
A handshake
Crooked
Five fingers
They form a pattern
Yet to be matched

On the surface simplicity
But the darkest pit in me
It's pagan poetry
Pagan poetry

Morsecoding signals (signals)
They pulsate (wake me up) and wake me up
(pulsate) from my hibernating

On the surface simplicity
Swirling black lilies totally ripe
But the darkest pit in me
It's pagan poetry
Swirling black lilies totally ripe
Pagan poetry

Swirling black lilies totally ripe

I love him, I love him
I love him, I love him
I love him, I love him
I love him, I love him
She loves him, she loves him

This time
She loves him, she loves him
I'm gonna keep it to myself
She loves him, she loves him
She loves him, she loves him
This time
I'm gonna keep me all to myself
She loves him, she loves him
And he makes me want to hurt myself again
She loves him, she loves him
She loves him, she loves him
And he makes my want to hand myself over.


Bjork

 

Una nuova favola del buio, raccontata da PearlTear
giovedì, 03 aprile 2008 alle ore 15:05
melodie commenti (12)


 

La buona terra

Le gocce di rugiada
cadono
penetrano,
dolcemente
sul vergine manto erboso.
 
E come la buona terra,
il ventre mio
s’abbevera
del desiderio tuo,
vivo richiamo.
terra

Una nuova favola del buio, raccontata da PearlTear
lunedì, 24 marzo 2008 alle ore 21:59
sussurri commenti (26)


 

Insolence

<<Suvvia, vi ho salvato la vita dopotutto, perché fate così fatica a fidarvi?Non importa che nome io abbia. Esisto e sarei lieto di aiutarvi...>>. 

 Non ero mai stata brava ad accettare alcun aiuto da nessuno in vita mia, e questo era da considerarsi un mio limite.

Rimasi in silenzio a riflettere…in modo davvero contorto. Cominciavo a intravedere della sincerità negli occhi dello sconosciuto, ma il passato dettava legge: non riuscivo ad abbassare la guardia, non così facilmente almeno. Eravamo entrambi immobili: io ancora seduta, afona, e lui in piedi, di fronte  a me. Speravo che qualcosa uscisse dalla mia bocca, “Dì qualcosa!”, mi ripetevo, ma avevo un nodo alla gola. Inspiegabilmente sorrisi. Non aveva alcun senso, ma lo feci. Egli interpretò il gesto come una confessione di fiducia, in modo molto infantile direi, e in quella calma apparente si sedette accanto a me. -Perché si trova qui, potrei saperlo?- disse dolcemente, con pazienza, come se dovesse convincere una bambina a non fare i capricci. Non risposi alla domanda e dissi: <<Se lei ha intenzione di rimanere in questa casa, andrò via io.>> e mi scostai bruscamente; avrei voluto balzare in piedi, ma non ne ebbi le forze. Cercai di camuffare le mie debolezze voltando il viso da un’altra parte. 

<<Non ne vedo il motivo…>> proferì. Strabuzzai gli occhi. Non tolleravo la sua insolenza e non sarei stata lì un minuto di più. Ma immediatamente mi resi conto che mi era davvero impossibile reagire. <<Perché insistete così tanto a rimanere qui?Cosa vi trattiene?Vi siete prodigato ad aiutarmi, ma ora cosa volete, non capisco?>>. La sua voce nitida risuonò nella stanza: <<Da voi nulla. Avrei intenzione di fare un giro per la casa. Il vostro permesso di certo non mi occorre, dal momento che essa non vi appartiene… >>.

 

Una nuova favola del buio, raccontata da PearlTear
sabato, 15 marzo 2008 alle ore 10:49
racconti commenti (27)


 


Tutti i brani inediti contenuti in questo blog, nonchè la grafica sono protetti dalla
Creative Commons Licence


mpi


†Quelle come me si sdraiano in un prato a pancia in sù e guardano l'immensità del cielo, la dolcezza delle bianche nuvole, colgono realtà nella fantasia. Quelle come me vanno in bicicletta per sentirsi vive, per gustare il sapore della campagna e la freschezza delle piogge estive sulle braccia nude. Quelle come me sprofondano nell'intensità del colore di un fiore, cantano a squarciagola finchè musica ed emozioni diventano una cosa sola. Quelle come me amano a voce bassa sussurrano parole d'amore... Quelle come me ascoltano il suono delle lacrime che scivolano in autunno... Quelle come me sanno aspettare sanno ascoltare "sentono" "percepiscono" ogni singolo impalpabile mutamento... Quelle come me san fare un po' tutto, un po' niente. Molti le apprezzano pochi le amano. †


†Sotto una livida luce corre, danza insensata e si torce la Vita, stridula e impudente. Così, appena all’orizzonte si leva la notte voluttuosa, tutto placando, anche la fame, tutto cancellando, anche la vergogna, il Poeta si dice:<< Finalmente! Il mio spirito ardentemente invoca, come le mie vertebre, il riposo; col cuore pieno di funebri sogni, mi stenderò supino sul letto e mi avvolgerò nei vostri drappi, o tenebre di feschezza!>> (C.Baudelaire). †

Scrivi qui Il Titolo e l'Autore dell'MP3...

Prolungate l'attesa quanto più vi piace, io vedo chiaro di una chiarezza allucinante....

††Il Mare† †La Musica† †Viaggiare† †Leggere† †Disegnare† †Parlare Sottovoce† †Gli Estremi in generale† †Il Profumo della pelle† †La Birra† †Il Baylies† †Il Viola† †Il Silenzio† †Sfogarmi e piangere quando ne ho bisogno† †Stare sola† †Londra† †I Vulcani† †Il Freddo† †L'Adrenalina† †La Fisarmonica e la chitarra† †I Musei† †L'Amore† †Osservare "chi amo"† †La Pioggia† †Gli Aereoporti† †Il cioccolato†il Thè† †Il Cinema† †I Gatti† †La verità† †Il Dark and Goth† †Vivere nel mio "mondo"††

††Le Proibizioni† †Il Rosa† †Le Distanze† †La Falsità† †Gli Invadenti† †Gli Invidiosi† †Gli Egoisti† †Gli Sciocchi† †Gli Incoerenti† †Non Essere capita† †Essere Svegliata† †Fare Ciò che non Voglio† †Il Caldo Soffocante† †Le False Amicizie† †L'aglio e la cipolla† †Non Essere rispettata† †L'hip-hop,house e simili...† †La Mia Timidezza† †A volte Me Stessa††

†Charles Baudelaire † †Edgar Allan Poe† †Ernest Hemingway† †Vladimir Bukovskij† †Fëdor M. Dostoevskij† †Franz Kafka† †Hermann Hesse† †Arthur Schopenhauer† †William Shakespeare† †Michail Bulgakov† †Agatha Cristie† †Luis Sepúlveda† †Anne Rice† †Saffo†

†Fabrizio De André† †CCCP† †Yann Tiersen† †Pink Floyd† †Velvet Underground† †David Sylvian† †Syd Barrett† †Lou Reed† †Ryuichi Sakamoto† †David Bowie† †Björk† †Deep Purple† †Led Zeppelin† †Dire Straits† †Depeche Mode† †John Coltrane† †Keith Jarrett† †Ella Fitzgerald† †Kraftwerk† †James Holden† †Radiohead† †Apparat† †Sigur Ros† †Donatella Rettore† †Franco Battiato† †Queen† †Genesis† †Black Sabbath† †Coldplay† †Whitin Temptation† †Tracy Chapman† †Alicia Keys† †Skin† †Air† †Carmen Consoli† †Pearl Jam† †The Who† †Apocalyptica† †Autori di Musica classica†

†Colazione da Tiffany† †Edward Mani di forbice† †Trainspotting† †Big Fish† †Frida† †La finestra di Fronte† †Il Pianista† †La Bestia nel Cuore† †Chicago† †Il Giardino delle Vergini Suicide† †The Nightmare Before Christams† †La Fabbrica di Cioccolato†

“”†Una Dimora in cui le Parole si sono ormai Consumate ed il †SilenziO† inizia a Raccontare†

ladyserephina in Ed ho socchiuso gli ...

†Grazie†

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